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Storie di Libri

Domenica, 04 Agosto 2019

Scienza e creatività, per fare a sé stessi la giusta domanda.

Per capire dove va la scienza, si può seguire anche un Mago di Cartone. Marco Santarelli, direttore scientifico della Fondazione Margherita Hack, ed ex collaboratore dell’astrofisica toscana, ha scelto questo personaggio per accompagnare i lettori del suo nuovo libro La scienza in valigia (Arkhé edizioni), ispirato all’omonimo progetto di divulgazione scientifica che comprende anche spettacoli teatrali e musicali.
Un’intervista inedita a Margherita Hack, e cinque sezioni distinte: il cielo, la terra, le città, le strade e i vicoli, tutte dedicate a diverse tipologie di invenzioni che hanno cambiato il nostro modo di vivere. Il Mago di Cartone prende forma dalla matita dell’illustratore Fabrizio Del Monaco, e
compare accanto a tantissimi scienziati, da Pitagora a Leonardo, da Democrito a Marconi, rendendo più piacevole l’incontro con le loro menti sopraffine. 
«È stata la casa editrice a lanciare l’idea di legare il racconto a delle immagini inusuali, per dare risalto al concetto di creatività in ambito scientifico - ci ha spiegato Santarelli durante una visita in Veneto, dove ha presentato il libro e ha girato anche le riprese per alcune puntate della trasmissione Marcopolo - I nostri spettacoli hanno sempre riempito i teatri, dimostrando che bisogna usare un linguaggio semplice per trasmettere la scienza. Il problema, è che la scienza comincia ad avere un ruolo troppo accademico, e la ricerca resta relegata nella dimensione delle riviste specializzate: ormai molti ricercatori hanno paura di confrontarsi con un mondo che va sempre più veloce come quello dell’innovazione, limitandosi a criticarlo e denigrarlo». 
Santarelli invece ama le contaminazioni. Esperto di fisica sociale e di reti intelligenti applicate al comportamento umano, l’autore fa parte di un progetto sulla sicurezza internazionale che mette a confronto i ricercatori e i funzionari del ministero della Difesa. Al centro del dibattito c’è la
blockchain, la tecnologia che consente di concatenare i dati in maniera immutabile.
«Siamo partiti da una constatazione umanistica, che ha evidenziato la mancanza di fiducia tra le persone sugli atti fiduciari, come quelli notarili e bancari - spiega Santarelli - Registrare un contratto oggi non basta più: la tecnologia sta prendendo il posto della psicologia, e questo innesca tutta una serie di dinamiche meccaniche. In pratica, l’uomo sta spostando la sua libertà dal campo sociale al campo meccanico. Il nostro compito consiste nell’elaborare degli algoritmi che cercano di restituire la fiducia nei rapporti, attraverso un’attività di Human Intelligence che spinge le
persone a mettersi a nudo: la domanda non è più che cosa faccio, ma che cosa sono».  
Forse un giorno anche questi studi entreranno nella valigia della scienza. E magari sarà proprio il Mago di Cartone a prenderci per mano per mostrarceli.

Alessandro Macciò

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