Il cervello? Sempre in anticipo di 11 secondi!

Mente e corpo

Il cervello? Sempre in anticipo di 11 secondi!

Domenica, 18 Agosto 2019

Vi siete mai chiesti quanto effettivamente le decisioni che prendiamo dipendano dalla nostra volontà? Quanto, in realtà e scientificamente, esista il libero arbitrio?
Secondo diversi studi, dal Max Planck Institute in Germania all’Università del New South Wales, sarebbe il nostro inconscio a suggerirci una decisione, prima ancora di una realizzazione da parte nostra. Per dimostrarlo, gli studi utilizzano una risonanza magnetica funzionale (fMRI), una macchina che monitora l’attività celebrale in base alle variazioni della quantità di ossigeno nelle varie aree. Ma come funziona esattamente?
Gli scienziati hanno analizzato il comportamento celebrale di alcuni volontari al momento di decidere tra due diverse possibilità: nel primo esperimento dovevano scegliere tra due pattern visivi, uno rosso a strisce verticali e uno verde a strisce orizzontali, indicando la scelta avvenuta tramite un
pulsante. Successivamente, attraverso altri pulsanti, dovevano poi indicare quanto fosse nitida o sfocata l’immagine in questione.
Il risultato? Osservando le immagini celebrali in fMRI con un sistema di machine learning, gli studiosi riuscivano a prevedere con alte percentuali l’immagine che sarebbe stata scelta dal soggetto di lì a poco, e l’intensità della decisione, il tutto con un anticipo di circa undici secondi!
Ma queste informazioni da dove arrivano? Si tratta di un vero e proprio “lavoro di squadra” di diverse aree esecutive, visive e subcorticali del cervello. La decisione è intuibile dall’osservazione dei diversi orientamenti delle linee che corrispondono all’attività della corteccia visiva, e la cosa sorprendente è che i risultati sono intuibili 11 secondi prima che la decisione venga effettivamente presa.
Attenzione però, quella del cervello sarebbe solo una predisposizione a una determinata scelta, non un obbligo definitivo. Al momento di scegliere tra due opzioni, potremmo infatti essere influenzati da pensieri e decisioni precedenti in “stand-by”, una sorta di allucinazioni inconsce che influenzano il nostro processo decisionale, senza che ce ne accorgiamo. Ciò non significa, quindi, che il libero arbitrio manchi del tutto, ma solamente che ci sia la presenza di una “traccia” nel nostro inconscio a guidarci nelle decisioni.
Il dibattito delle neuroscienze su come funzioni esattamente la volontà è ancora aperto quindi, ma le risposte sono sempre più accurate e vicine.

Anna Zilio

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