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Eventi nel mondo

Il concerto senza nome

Giovedì, 31 Ottobre 2019

Inutile cercare il nome degli artisti, o qualche dettaglio in più sulla location: fino al giorno prima, le uniche informazioni sul prossimo concerto erano queste. Organizzare concerti “segreti” in contesti insoliti, del resto, è proprio la missione di Sofar (https://www.sofarsounds.com/), un network che ha scelto questa strada per portare la musica lontano dal chiasso e dalle distrazioni dei locali, alla ricerca di un rapporto più intimo e autentico tra i musicisti e il pubblico. 

Nato a Londra nel 2009, Sofar oggi conta oltre 400 sedi in tutto il mondo; ad organizzare il concerto di Pianiga è il collettivo di Padova, attivo da un paio d’anni. Dopo aver ricevuto la conferma dell’iscrizione, il giorno prima è arrivata la mail con le coordinate esatte: lo spettacolo va in scena in via di Rivale 61, indirizzo che secondo Google Maps corrisponde allo showroom “Maretto. Comfort & Design”. L’email dice anche che l’ingresso costa 10 euro, di arrivare puntuali e di non far rumore durante lo spettacolo. 

All’inizio il pubblico viene fatto accomodare al piano terra, in un’ampia sala con divani, calcetto, biliardo, luci soffuse, tanti oggetti vintage e un arredamento curioso: una vecchia cabina del telefono, due videogiochi tipo sala giochi, tante foto in bianco e nero di Anna Magnani, un tappeto con la foto di Padova dall’alto, una cameretta con letto a castello e scrivania in un angolo. Molti spettatori sono coppie di fidanzati o di amici, ma c’è anche qualche comitiva.

Lo staff di Sofar annuncia che il concerto sta per iniziare, e fa salire il pubblico al piano superiore. Davanti al piccolo palco allestito per l’occasione ci sono sedie, divanetti e soprattutto tanti cuscini di varie fogge e dimensioni, che invitano a sedersi per terra. Il conduttore racconta brevemente la storia di Sofar, chiede di spegnere i cellulari e spiega che l’incasso della serata serve a pagare i musicisti e i videomaker, quindi presenta il primo gruppo: Marco Crivellaro, pianista di Bassano del Grappa (Vicenza), sale sul palco col progetto Marcus Grimm, che comprende Federico Motta al violoncello e Simone Castellan ai sintetizzatori. L’esibizione è incantevole, e sono in molti a seguirla con gli occhi chiusi, seduti o addirittura sdraiati. 

Dietro al palco, tre quadri col profilo una nuvola. Un intervallo, e la parola passa a Bruno Lorini, l’artista che li ha dipinti; il proprietario dello spazio, invece, racconta come, in passato, lo showroom fosse una fabbrica di materassi, e rivela che lo slogan dell’azienda: “La vita si vive nel sonno e si recita da svegli”. Quindi arriva il turno del secondo gruppo: i Bob and the Apple vengono da Trento, ma vivono tra Londra, Parigi e Berlino, provando i brani via Skype; la distanza non ha intaccato l’affiatamento, e il loro repertorio rock induce il pubblico a tenere il ritmo con la testa e con le braccia. Quando il concerto finisce, ti accorgi che non guardi il cellulare da un paio d’ore, e che non hai nemmeno sentito il bisogno di farlo: il regalo più bello del Sofar, forse, è proprio questo. 

Alessandro Macciò

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