A Bolzano la prima rete pubblica di beacon in Italia

Oggi è già futuro

A Bolzano la prima rete pubblica di beacon in Italia

Martedì, 20 Agosto 2019

Moderne sentinelle tecnologiche e invisibili, che custodiscono e trasmettono una miniera di preziose informazioni da captare con gli smartphone. Loro sono i beacon, e la Provincia Autonoma di Bolzano è la prima in Italia ad usare su larga scala questi dispositivi dell’ecosistema Internet of Things: in Alto Adige, infatti, sta prendendo forma la prima rete pubblica di beacon, che conterà 3.500 sensori sparsi tra il parco tecnologico Noi Techpark di Bolzano, il territorio comunale di Merano, quello di Prissiano e l’Associazione Turistica di Castelfeder-Salorno.
Siccome sono ancora in pochi a conoscerli, bisogna subito precisare che i beacon sono dei “microfari elettronici” equivalenti ai fari per le navi, grandi la metà di un pacchetto di sigarette, e quindi a bassissimo impatto ambientale. Rilevati e identificati dai nostri smartphone, i beacon usano il protocollo Bluetooth, e segnalano la propria posizione con una precisione superiore a qualsiasi sistema Gps, senza limitazioni di ricezione. In questo modo, i beacon possono raggiungere gli utenti in un determinato contesto, ad esempio quando entrano in un negozio o imboccano un sentiero di montagna, trasmettendo dati come informazioni di servizio, marketing e avvisi in materia di sicurezza. 
L’iniziativa nasce anche in seguito al Progetto Beacon avviato nel 2015 da Sasa, azienda di Bolzano che gestisce il trasporto pubblico su gomma, e che in pochi mesi ha installato oltre mille “scatolette”, sia sugli autobus che alle fermate. I mini-trasmettitori sono così precisi da rilevare se il passeggero si trova in testa o in coda all’autobus, ma anche se l’utente in attesa alla fermata si trova sul lato destro o sinistro della carreggiata, per capire in che direzione viaggia. L’app di Sasa è passata da 5 mila download a più di 35 mila, e chi la utilizza può conoscere in tempo reale lo stato delle 4 fermate precedenti, e delle 4 successive; dal canto suo, Sasa ha un monitoraggio molto preciso e continuo del flusso di utenti, della loro soddisfazione e della puntualità dei mezzi. Il prossimo passo sarà la gamification, che consentirà di customizzare l’esperienza, e di premiare i passeggeri in base al tipo di autobus utilizzato (più punti per quelli a metano, meno per quelli a benzina). Ma i dati serviranno anche a modificare percorsi e strategie operative. 
La rete pubblica di beacon messa a punto dalla Provincia Autonoma di Bolzano verrà completata entro gennaio 2020, e punta a creare una community di sviluppatori, ricercatori ed esperti in IoT. I beacon consentiranno di sviluppare un “recommender system” per migliorare i suggerimenti ai turisti che consultano la Sudtirol Guide, realizzare un modulo di gamification per valorizzare il territorio, i piccoli artigiani, i prodotti tipici e la cultura dell’Alto Adige, collaborare con le scuole per avvicinare i giovani alla tecnologia IoT e collaborare con la sanità locale per accompagnare gli utenti dalla prenotazione alla visita. Il progetto sarà misurato sulla base dell’estensione dei servizi: dati rilevanti saranno il numero di Comuni coinvolti, il numero di applicazioni sviluppate e il numero di utilizzatori.

Alessandro Macciò

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