Bando revocato, musicologia fa scena muta

La giusta formazione

Bando revocato, musicologia fa scena muta

Sabato, 17 Agosto 2019

C’è un fantasma che si aggira per l’Università Statale di Milano, ed è quello del ricercatore che non ha potuto approfondire le sue conoscenze in “Pratiche musicali fra tradizioni storiche e contemporaneità: questioni testuali e aspetti performativi”. 
Si chiamava così, infatti, la linea di ricerca in musicologia proposta dal dipartimento di Beni culturali e ambientali, nell’ambito del bando per 56 assegni, pubblicato dall’ateneo milanese il 15 ottobre 2018.
In teoria, presentando la domanda entro il 19 novembre, ex dottorandi ed ex specializzandi possono ottenere 56 assegni biennali e rinnovabili, legati ad altrettante linee di ricerca, per un importo di 21 mila euro lordi all’anno.
Il 22 ottobre, il rettore Elio Franzini nomina la Commissione di Garanzia per il bando, e il 19 dicembre nomina anche la sottocommissione per la linea di ricerca in musicologia, formata da quattro docenti e una riserva: Laura Biondi presidente, Paolo Piva delegato del dipartimento proponente, Massimiliano Locanto e Andrea Chegai membri esterni, più Annarita Colturato membro supplente. Insomma, sembra tutto in ordine.
A marzo cominciano a uscire tutti i risultati, e i vincitori entrano in servizio. Per i dieci candidati del bando in “Pratiche musicali”, invece, l’esito resta avvolto nel mistero fino al 20 maggio, quando esce un decreto rettorale che revoca la sottocommissione giudicatrice. Questo perché il 30 gennaio la professoressa Colturato ha rinunciato all’incarico di membro supplente, e il 2 marzo il professor Chegai ha rinunciato all’incarico di commissario esterno. In compenso, la Statale trova altri due docenti esterni, e il rettore nomina una nuova sottocommissione: oltre a Laura Biondi e Paolo Piva, ecco Alberto Rizzuti dall’Università di Torino, e Massimo Privitera dall’Università di Palermo. I termini di conclusione per la procedura di valutazione sono prorogati di quattro mesi, ma il concorso sembra salvo.
Il 15 luglio, invece, arriva la seconda e ultima doccia fredda, contenuta in un nuovo decreto rettorale. Il fatto è questo: dopo la nomina del 20 maggio, i due membri esterni della seconda sottocommissione hanno dovuto rinunciare a loro volta, uno per un «potenziale conflitto di interessi», l’altro per «pregressi impegni» col proprio ateneo. Il 21 giugno il rettore ci ha pure provato, a nominare una terza sottocomissione: a Laura Biondi e Paolo Piva, stavolta, si aggiungono i membri esterni Fabrizio Della Seta e Alessandro Roccatagliati. Questa nuova sottocommissione, però, ha ricevuto una non meglio precisata istanza di ricusazione. Morale: dopo questa «inattesa espansione delle tempistiche», ecco che «l’interesse dell’Ateneo alla conclusione della procedura è parzialmente venuto meno», e che quindi il rettore dispone la revoca il bando per la linea di ricerca di “Pratiche musicali”. 
Insomma, per quest'anno non se ne fa niente, come a dire che musicologia fa scena muta. Con buona pace dei dieci candidati, che per mesi hanno atteso una risposta invano.

Alessandro Macciò

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